In quei luoghi mi fermai a dormire in tenda con mio figlio .... un bel battesimo di campeggio nautico e kayak ... .
"Il mare, ... la pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzato, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine. Nella sua distesa luminosa e sconfinata, nei suoi abissi sconosciuti diventa facile e quasi inevitabile trovare una metafora vivente della propria irrequietezza, dell’istinto di libertà, delle paure e dell’inesplorata e profonda regione dell’anima.” Serra V.
lunedì 3 agosto 2015
Costa est di Caprera
La parte est di Caprera è davvero fantastica. Selvaggia con pochissimi punti d'attracco. Il forte vento di ponente mi obbligava a rimanere incollato alla costa. Pur essendo fine luglio non ho incontrato praticamente nessuno, il fascino dell'asprezza non attira le grandi masse.
In quei luoghi mi fermai a dormire in tenda con mio figlio .... un bel battesimo di campeggio nautico e kayak ... .
In quei luoghi mi fermai a dormire in tenda con mio figlio .... un bel battesimo di campeggio nautico e kayak ... .
giovedì 16 luglio 2015
Kayak & Slow life
Prima traversata con il Sardinia (ora già in riparazione). Belle sensazioni. Soliti silenzi rigeneranti. Caprera mi accoglie con i suoi ritmi lenti e felici. Penso al quotidiano e (ri) comincio a pensare se il vertiginoso ritmo di vita conduce da qualche parte. Ci sono altre felicità e, come direbbe Sepùlveda, ci sono soddisfazioni piccole che però valgono molto ... .
sabato 1 novembre 2014
Spargi autunnale
Accidenti, traversata verso Spargi mozzafiato.
Nemmeno una barca, nessuno, proprio nessuno.
Solo il rumore del vento, dell'acqua e, a un certo punto, due delfini che mi passano davanti ad una decina di metri.
Arrivato sull'isola, trasparenze d'acqua incredibili, profumi di macchia inebrianti e ... il solito silenzio.
E quindi ... rubo una citazione dell'amica Tatiana:
Uomo libero, avrai sempre caro il mare (Charles Baudelaire)
Altro non so proprio aggiungere ...
Delfini ...
Sull'isola ...
Nemmeno una barca, nessuno, proprio nessuno.
Solo il rumore del vento, dell'acqua e, a un certo punto, due delfini che mi passano davanti ad una decina di metri.
Arrivato sull'isola, trasparenze d'acqua incredibili, profumi di macchia inebrianti e ... il solito silenzio.
E quindi ... rubo una citazione dell'amica Tatiana:
Uomo libero, avrai sempre caro il mare (Charles Baudelaire)
Altro non so proprio aggiungere ...
Delfini ...
Sull'isola ...
sabato 19 luglio 2014
Santa Maria, Razzoli, riflessioni e ... qualche topo
Dunque, la mia consueta gita solitaria estiva in kayak ha avuto come meta soprattutto le isole di Razzoli e Santa Maria.
Partenza giovedì 17.7. Decido di traghettare fino all'isola di La Maddalena visto che le condizioni meteo non erano molto rassicurati.
Dopo diversi preparativi riesco a mettere il kayak in acqua intorno alle 9.00. Il sito Windfinder ci azzecca quasi sempre: vento forza 4 (maestrale) con mare da mosso a molto mosso.
Decido di traversare lo stesso verso l'isola di Budelli. In effetti le onde sono impegnative ed il vento è teso ma comunque regolare. Il mio Viking rimane comunque molto stabile, la prua taglia alla perfezione onde e vento. In mezzo al canale mi giunge il dubbio se girare o meno il kayak ed abbandonare la "spedizione" ma decido di continuare e puntare l'isola di Budelli.
Dopo quasi due ore e mezza arrivo sull'isola, a dire il vero un po' stanco ma contento.
Costeggio Budelli e Santa Maria e dopo un veloce pranzo inizio il periplo di Razzoli con l'obiettivo di fare un "trekking" su quell'isola per andare a visitare il famoso faro. Gli scenari sono stupendi, selvaggi e solitari. Un costante senso di libertà pervade sia il mio trekking sia le mie pagaiate anche se le condizioni di vento e onde ogni tanto mi mettono un po' di ansia. Inoltre appena lasciato il manto della Madonna non si vede proprio nessuno.
Finito il trekking torno sull'isola di Santa Maria con il vento in poppa per piazzare il campo notturno.
Trovo una sistemazione perfetta sotto degli alberi nella costa ovest dell'isola. Nessuno a vista d'occhio, né barche, né case, né persone. Angosciante e sublime al tempo stesso.
Mi preparo cena e alle 21.45 mi chiudo in tenda dopo aver contemplato un tramonto che mi ha completamente fuso con il circostante.
Un concerto di Berte maggiori che sembrano incazzate mi tiene compagnia fino a tarda notte. In seguito qualche topo tenta di fare visita nella mia tenda. Insomma gli amici non mancavano.
Poi visto che il sonno tardava ad arrivare qualche solita riflessione svolazzava nella mia mente: citazioni di Tiziano Terzani, di Krishnamurti, di Gandhi, passaggi del Tao, tutte a ricordarmi il valore della semplicità, del "lasciare andare", del "less is more". La forte natura di questa zona ed il kayak sono maestri perfetti: rinunciare un po' ai desideri che, credo, sia la vera e unica "forma" di libertà che vale la pena di perseguire.
Alle 5.00 inizio a smontare il campo. Ancora una volta Windfinder aveva ragione: il vento calava sensibilmente permettendomi un rientro fin troppo tranquillo.
Settimana prossima svezzerò mio figlio di 9 anni ad una prima traversata e bivacco notturno (su Caprera). Non mi offenderò se i topi decideranno di evitare di farci vista ...
Partenza giovedì 17.7. Decido di traghettare fino all'isola di La Maddalena visto che le condizioni meteo non erano molto rassicurati.
Dopo diversi preparativi riesco a mettere il kayak in acqua intorno alle 9.00. Il sito Windfinder ci azzecca quasi sempre: vento forza 4 (maestrale) con mare da mosso a molto mosso.
Decido di traversare lo stesso verso l'isola di Budelli. In effetti le onde sono impegnative ed il vento è teso ma comunque regolare. Il mio Viking rimane comunque molto stabile, la prua taglia alla perfezione onde e vento. In mezzo al canale mi giunge il dubbio se girare o meno il kayak ed abbandonare la "spedizione" ma decido di continuare e puntare l'isola di Budelli.
Dopo quasi due ore e mezza arrivo sull'isola, a dire il vero un po' stanco ma contento.
Costeggio Budelli e Santa Maria e dopo un veloce pranzo inizio il periplo di Razzoli con l'obiettivo di fare un "trekking" su quell'isola per andare a visitare il famoso faro. Gli scenari sono stupendi, selvaggi e solitari. Un costante senso di libertà pervade sia il mio trekking sia le mie pagaiate anche se le condizioni di vento e onde ogni tanto mi mettono un po' di ansia. Inoltre appena lasciato il manto della Madonna non si vede proprio nessuno.
Finito il trekking torno sull'isola di Santa Maria con il vento in poppa per piazzare il campo notturno.
Trovo una sistemazione perfetta sotto degli alberi nella costa ovest dell'isola. Nessuno a vista d'occhio, né barche, né case, né persone. Angosciante e sublime al tempo stesso.
Mi preparo cena e alle 21.45 mi chiudo in tenda dopo aver contemplato un tramonto che mi ha completamente fuso con il circostante.
Un concerto di Berte maggiori che sembrano incazzate mi tiene compagnia fino a tarda notte. In seguito qualche topo tenta di fare visita nella mia tenda. Insomma gli amici non mancavano.
Poi visto che il sonno tardava ad arrivare qualche solita riflessione svolazzava nella mia mente: citazioni di Tiziano Terzani, di Krishnamurti, di Gandhi, passaggi del Tao, tutte a ricordarmi il valore della semplicità, del "lasciare andare", del "less is more". La forte natura di questa zona ed il kayak sono maestri perfetti: rinunciare un po' ai desideri che, credo, sia la vera e unica "forma" di libertà che vale la pena di perseguire.
Alle 5.00 inizio a smontare il campo. Ancora una volta Windfinder aveva ragione: il vento calava sensibilmente permettendomi un rientro fin troppo tranquillo.
Settimana prossima svezzerò mio figlio di 9 anni ad una prima traversata e bivacco notturno (su Caprera). Non mi offenderò se i topi decideranno di evitare di farci vista ...
mercoledì 19 marzo 2014
Vento forza 4/5 e ... la maestra Tatiana!
Il vento era dato sia per il 7.3 che per l’8.3 oscillante
tra forza 4 e forza 5. Tempo variabile con mare da mosso a molto mosso. E così
è stato. Decisi di affrontarlo, come sempre nei tragitti che conosco meglio:
Aricipelago di La Maddalena nella zona tra il golfo delle Saline, golfo di
Arzachena e l’isola di Caprera. Le condizioni meteo di fatto erano abbastanza
impegnative ma comunque stabili. Il vento, infatti, anche se abbastanza forte
era regolare. Pure il mare era mosso ma prevedibile e amichevole.
Traversai verso l’isola di Caprera e arrivato al golfo Palma
…. il paradiso. Riparato dal vento, quiete assoluta. Tutte le agitazioni erano
lontane: dubbi, timori e attaccamenti vari. Mare, sole, aria, terra. Elementi
concreti che riportano all’essenziale. Solo “sveglia presenza cosciente”… come
direbbe un maestro tibetano buddista.
Andare in kayak è un insieme di tecnica, ricerca,
contemplazione e tanto altro. Riscoprirlo, ad ogni uscita, è rassicurante. A
proposito di tecnica … i corsi in piscina con Tatiana … mi hanno aiutato ad
uscire in mare con più sicurezza. Una maestra migliore, non potevo proprio
trovarla !
domenica 8 dicembre 2013
MTB il fratello di terra del kayak
Oggi mi sono fatto un giro sulle cime della valle di Muggio (Svizzera) con il rampichino (o mountain bike) che ritengo davvero sia il "fratello" di terra del kayak. E' un mezzo che permette di entrare in contatto "intimo" con il circostante e di contemplare la natura coerentemente con i suoi ritmi. In inverno i boschi spogli permettono di percorrere i sentieri immersi in una luce tenue ma particolarmente rigenerante. Inoltre in 5 ore di pedalate ... ho incontrato unicamente una persona.
Novembre 2013 e ... sempre Sardegna
Beh ... innanzitutto non avevo ancora postato foto rispetto al "solito" giro maddelenino che ho fatto a fine ottobre/inizio novembre. E' stato incredibile, come al solito, solo qualche barca a vela e contatti ancora più profondi con gli elementi naturali. Inoltre l'acqua era davvero calda: arrivato su Caprera mi sono concesso un bagno (l'1.11) oltre a poter provare l'eskimo come se fosse luglio ... . Silenzi e riflessioni profonde accompagnavano come sempre le mie traversate.
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