Ho sempre pensato che fare/ricevere gli auguri sia un rituale un po' vuoto, convenevoli automatici spesso privi di senso. Quando posso li evito. Con il capodanno questa sensazione aumenta ancora di più.
"... Perciò odio il
capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno
voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun
giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando
mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità
per ritrarne nuovo vigore..."
Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916
Ecco ... e quindi mi tuffo in un giro solitario sul lago di Lugano. Ho incontrato unicamente una barca a remi. Questo posto è fantastico soprattutto (o solo?) d'inverno. Il giro non è molto lungo: Figino, Ponte Tresa, Agno, Figino. Ma ne vale la pena. Un vento non troppo forte, ma freddo, mi tiene compagnia. E il viaggio in kayak, lungo o corto che sia, mi riporta sempre in una dimensione di atemporalità. Ogni piccolo gesto, ogni dettaglio è più intenso: la pagaia che si infrange nell'acqua, il riflesso del sole sul lago, l'aria gelida sul viso, lo starnazzare di qualche anatra. E tante cose diventano relative. Per fortuna.
Comunque ... dimenticando il capodanno (e per un attimo anche Gramsci ;-), tanti auguri mondo affinché ci sia maggiore consapevolezza, libertà, senso di giustizia, rispetto, compassione, capacità di starsene in silenzio e, non potrebbe mancare, ironia (a volontà).
"Il mare, ... la pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzato, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine. Nella sua distesa luminosa e sconfinata, nei suoi abissi sconosciuti diventa facile e quasi inevitabile trovare una metafora vivente della propria irrequietezza, dell’istinto di libertà, delle paure e dell’inesplorata e profonda regione dell’anima.” Serra V.
sabato 2 gennaio 2016
venerdì 30 ottobre 2015
Mezzo periplo dell'Asinara
Mezzo periplo dell’Asinara in solitario,
cinque giorni completamente e solamente a contatto con il circostante, con il
silenzio, con la solitudine, con il vento, con il mare e con quell’isola
fantastica. L’Asinara, conosciuta anche come isola del diavolo, oppure isola
dell’amore: due estremi che rappresentano perfettamente la dimensione di quel
luogo. Sofferenza ed estasi, chiunque passa da lì entra in contatto con questi
due estremi.
L’isola continua, per fortuna, ad essere
tutelata da rigide regole di salvaguardia ambientale. La penultima settimana di
settembre è risultata perfetta. Ho incontrato pochissime persone, il clima
ancora estivo ha inoltre reso il mio viaggio praticamente perfetto. Il
bellissimo ostello a Cala d’Oliva mi ha comunque permesso di ripararmi dalle
forti raffiche di vento che a un certo punto hanno tenuto compagnia alle mie
pagaiate. Proprio a causa del forte vento non sono riuscito a esplorare la
parte occidentale dell’isola. Un luogo atemporale, difficile rientrare nella centrifuga quotidiana. Accidenti.
lunedì 3 agosto 2015
Costa est di Caprera
La parte est di Caprera è davvero fantastica. Selvaggia con pochissimi punti d'attracco. Il forte vento di ponente mi obbligava a rimanere incollato alla costa. Pur essendo fine luglio non ho incontrato praticamente nessuno, il fascino dell'asprezza non attira le grandi masse.
In quei luoghi mi fermai a dormire in tenda con mio figlio .... un bel battesimo di campeggio nautico e kayak ... .
In quei luoghi mi fermai a dormire in tenda con mio figlio .... un bel battesimo di campeggio nautico e kayak ... .
giovedì 16 luglio 2015
Kayak & Slow life
Prima traversata con il Sardinia (ora già in riparazione). Belle sensazioni. Soliti silenzi rigeneranti. Caprera mi accoglie con i suoi ritmi lenti e felici. Penso al quotidiano e (ri) comincio a pensare se il vertiginoso ritmo di vita conduce da qualche parte. Ci sono altre felicità e, come direbbe Sepùlveda, ci sono soddisfazioni piccole che però valgono molto ... .
sabato 1 novembre 2014
Spargi autunnale
Accidenti, traversata verso Spargi mozzafiato.
Nemmeno una barca, nessuno, proprio nessuno.
Solo il rumore del vento, dell'acqua e, a un certo punto, due delfini che mi passano davanti ad una decina di metri.
Arrivato sull'isola, trasparenze d'acqua incredibili, profumi di macchia inebrianti e ... il solito silenzio.
E quindi ... rubo una citazione dell'amica Tatiana:
Uomo libero, avrai sempre caro il mare (Charles Baudelaire)
Altro non so proprio aggiungere ...
Delfini ...
Sull'isola ...
Nemmeno una barca, nessuno, proprio nessuno.
Solo il rumore del vento, dell'acqua e, a un certo punto, due delfini che mi passano davanti ad una decina di metri.
Arrivato sull'isola, trasparenze d'acqua incredibili, profumi di macchia inebrianti e ... il solito silenzio.
E quindi ... rubo una citazione dell'amica Tatiana:
Uomo libero, avrai sempre caro il mare (Charles Baudelaire)
Altro non so proprio aggiungere ...
Delfini ...
Sull'isola ...
sabato 19 luglio 2014
Santa Maria, Razzoli, riflessioni e ... qualche topo
Dunque, la mia consueta gita solitaria estiva in kayak ha avuto come meta soprattutto le isole di Razzoli e Santa Maria.
Partenza giovedì 17.7. Decido di traghettare fino all'isola di La Maddalena visto che le condizioni meteo non erano molto rassicurati.
Dopo diversi preparativi riesco a mettere il kayak in acqua intorno alle 9.00. Il sito Windfinder ci azzecca quasi sempre: vento forza 4 (maestrale) con mare da mosso a molto mosso.
Decido di traversare lo stesso verso l'isola di Budelli. In effetti le onde sono impegnative ed il vento è teso ma comunque regolare. Il mio Viking rimane comunque molto stabile, la prua taglia alla perfezione onde e vento. In mezzo al canale mi giunge il dubbio se girare o meno il kayak ed abbandonare la "spedizione" ma decido di continuare e puntare l'isola di Budelli.
Dopo quasi due ore e mezza arrivo sull'isola, a dire il vero un po' stanco ma contento.
Costeggio Budelli e Santa Maria e dopo un veloce pranzo inizio il periplo di Razzoli con l'obiettivo di fare un "trekking" su quell'isola per andare a visitare il famoso faro. Gli scenari sono stupendi, selvaggi e solitari. Un costante senso di libertà pervade sia il mio trekking sia le mie pagaiate anche se le condizioni di vento e onde ogni tanto mi mettono un po' di ansia. Inoltre appena lasciato il manto della Madonna non si vede proprio nessuno.
Finito il trekking torno sull'isola di Santa Maria con il vento in poppa per piazzare il campo notturno.
Trovo una sistemazione perfetta sotto degli alberi nella costa ovest dell'isola. Nessuno a vista d'occhio, né barche, né case, né persone. Angosciante e sublime al tempo stesso.
Mi preparo cena e alle 21.45 mi chiudo in tenda dopo aver contemplato un tramonto che mi ha completamente fuso con il circostante.
Un concerto di Berte maggiori che sembrano incazzate mi tiene compagnia fino a tarda notte. In seguito qualche topo tenta di fare visita nella mia tenda. Insomma gli amici non mancavano.
Poi visto che il sonno tardava ad arrivare qualche solita riflessione svolazzava nella mia mente: citazioni di Tiziano Terzani, di Krishnamurti, di Gandhi, passaggi del Tao, tutte a ricordarmi il valore della semplicità, del "lasciare andare", del "less is more". La forte natura di questa zona ed il kayak sono maestri perfetti: rinunciare un po' ai desideri che, credo, sia la vera e unica "forma" di libertà che vale la pena di perseguire.
Alle 5.00 inizio a smontare il campo. Ancora una volta Windfinder aveva ragione: il vento calava sensibilmente permettendomi un rientro fin troppo tranquillo.
Settimana prossima svezzerò mio figlio di 9 anni ad una prima traversata e bivacco notturno (su Caprera). Non mi offenderò se i topi decideranno di evitare di farci vista ...
Partenza giovedì 17.7. Decido di traghettare fino all'isola di La Maddalena visto che le condizioni meteo non erano molto rassicurati.
Dopo diversi preparativi riesco a mettere il kayak in acqua intorno alle 9.00. Il sito Windfinder ci azzecca quasi sempre: vento forza 4 (maestrale) con mare da mosso a molto mosso.
Decido di traversare lo stesso verso l'isola di Budelli. In effetti le onde sono impegnative ed il vento è teso ma comunque regolare. Il mio Viking rimane comunque molto stabile, la prua taglia alla perfezione onde e vento. In mezzo al canale mi giunge il dubbio se girare o meno il kayak ed abbandonare la "spedizione" ma decido di continuare e puntare l'isola di Budelli.
Dopo quasi due ore e mezza arrivo sull'isola, a dire il vero un po' stanco ma contento.
Costeggio Budelli e Santa Maria e dopo un veloce pranzo inizio il periplo di Razzoli con l'obiettivo di fare un "trekking" su quell'isola per andare a visitare il famoso faro. Gli scenari sono stupendi, selvaggi e solitari. Un costante senso di libertà pervade sia il mio trekking sia le mie pagaiate anche se le condizioni di vento e onde ogni tanto mi mettono un po' di ansia. Inoltre appena lasciato il manto della Madonna non si vede proprio nessuno.
Finito il trekking torno sull'isola di Santa Maria con il vento in poppa per piazzare il campo notturno.
Trovo una sistemazione perfetta sotto degli alberi nella costa ovest dell'isola. Nessuno a vista d'occhio, né barche, né case, né persone. Angosciante e sublime al tempo stesso.
Mi preparo cena e alle 21.45 mi chiudo in tenda dopo aver contemplato un tramonto che mi ha completamente fuso con il circostante.
Un concerto di Berte maggiori che sembrano incazzate mi tiene compagnia fino a tarda notte. In seguito qualche topo tenta di fare visita nella mia tenda. Insomma gli amici non mancavano.
Poi visto che il sonno tardava ad arrivare qualche solita riflessione svolazzava nella mia mente: citazioni di Tiziano Terzani, di Krishnamurti, di Gandhi, passaggi del Tao, tutte a ricordarmi il valore della semplicità, del "lasciare andare", del "less is more". La forte natura di questa zona ed il kayak sono maestri perfetti: rinunciare un po' ai desideri che, credo, sia la vera e unica "forma" di libertà che vale la pena di perseguire.
Alle 5.00 inizio a smontare il campo. Ancora una volta Windfinder aveva ragione: il vento calava sensibilmente permettendomi un rientro fin troppo tranquillo.
Settimana prossima svezzerò mio figlio di 9 anni ad una prima traversata e bivacco notturno (su Caprera). Non mi offenderò se i topi decideranno di evitare di farci vista ...
mercoledì 19 marzo 2014
Vento forza 4/5 e ... la maestra Tatiana!
Il vento era dato sia per il 7.3 che per l’8.3 oscillante
tra forza 4 e forza 5. Tempo variabile con mare da mosso a molto mosso. E così
è stato. Decisi di affrontarlo, come sempre nei tragitti che conosco meglio:
Aricipelago di La Maddalena nella zona tra il golfo delle Saline, golfo di
Arzachena e l’isola di Caprera. Le condizioni meteo di fatto erano abbastanza
impegnative ma comunque stabili. Il vento, infatti, anche se abbastanza forte
era regolare. Pure il mare era mosso ma prevedibile e amichevole.
Traversai verso l’isola di Caprera e arrivato al golfo Palma
…. il paradiso. Riparato dal vento, quiete assoluta. Tutte le agitazioni erano
lontane: dubbi, timori e attaccamenti vari. Mare, sole, aria, terra. Elementi
concreti che riportano all’essenziale. Solo “sveglia presenza cosciente”… come
direbbe un maestro tibetano buddista.
Andare in kayak è un insieme di tecnica, ricerca,
contemplazione e tanto altro. Riscoprirlo, ad ogni uscita, è rassicurante. A
proposito di tecnica … i corsi in piscina con Tatiana … mi hanno aiutato ad
uscire in mare con più sicurezza. Una maestra migliore, non potevo proprio
trovarla !
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